«La Lega assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo.»
«Il nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi clientelari e restituire il voto ai cittadini.» «Non si barattano I valori-guida con una poltrona!» «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!.»

Intanto, però, i duri e puri piazzano figlio e fratello del segretario tra i burocrati del Parlamento Europeo.

L'elenco ufficiale dei dipendenti dell'Europarlamento (http://www2.europarl.eu.int/assistants/assist.jsp?lng=en&sort=byassist& index=B) annovera infatti Franco e Riccardo Bossi, fratello e figlio primogenito del benemerito Umberto, assunti entrambi con la qualifica di assistenti accreditati ad uno stipendio mensile di 12.750 euro.

A un assistente accreditato si chiede di agire come braccio operativo di ogni deputato europeo e, quindi, di parlare fluentemente almeno due lingue dell'Unione, sapere di economia e di giurisprudenza ed essere magari dotato di competenze specifiche nei settori chiave in cui opera il deputato di riferimento.

Franco Bossi è il braccio destro di Matteo Salvini, già direttore di Radio Padania Libera, mentre Riccardo Bossi coadiuva Francesco Speroni, già capo di gabinetto del padre Umberto al ministero delle riforme e designatore, illo tempore, di Marco Reguzzoni, marito della figlia Elena, a presidente della provincia di Varese.

Franco Bossi manda avanti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona, storica, florida e fulgida metropoli mitteleuropea. Di Riccardo Bossi, 23 anni, si sa solo che va matto per le auto ed è fuori corso all'università.

Serve altro? Dopo miseria, terrore e morte, cosa ci aspetta? La lebbra?
La peste? Il colera? O, più semplicemente, la Lega?

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