Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia ha inviato una lettera a 25.000 parroci italiani in occasione delle elezioni.

"È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti.
Con viva cordialità.
Suo devotissimo
Sandro Bondi"

L’opuscolo titola “I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa” ed elenca i provvedimenti presi in questi anni in favore della Chiesa dal governo del massone e divorziato Berlusconi, come la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l’abolizione dell’ICI per gli enti ecclesiastici e non lucrativi, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell’Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole, la legge per la fecondazione assistita, la nuova legge contro la droga, le missioni di pace nel mondo in Iraq, Afghanistan e Kosovo e, infine, l’indagine conoscitiva sulla legge 194 sull’aborto.
Come è noto sono comunista e ateo, ma mi sembra, tra i meandri delle mie reminiscenze infantili, di ricordare che, illo tempore, la Chiesa disponeva la scomunica automatica per i divorziati, aggravata in caso di nuova unione more uxorio. Fortunatamente, pare che in questo disastrato e involgarito paese che ha rinunciato anche alla P, qualcuno, non necessariamente Lucia Annunziata, conservi ancora un minimo di dignità.

Aldo Antonelli, parroco di Antrosano, ha infatti risposto al Nostro a nome della categoria rispedendo l’opuscolo al mittente e accompagnandolo anch’egli con una lettera: 

"Signor Bondi,
sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla “onorevole” dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l’inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia.
Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall’altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.
Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro “Capo” in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l’elettromeccanica, nell’ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.
I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi.
Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le “vostre” libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l’Angola.
Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci.
Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la “dottrina sociale della Chiesa”. Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione."

Resta, però, una domanda: Ruini avrà ricevuto anche lui l’opuscolo? E il Pastore Tedesco? Arf!
In compenso, la prossima domenica delle Palme, non andate in cerca di ramoscelli di ulivo, per par condicio, i parroci non ne distribuiranno. Sic transit.

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