da Parnassius Guccinii [1993]

Notte calda come tante vicino al fiume che canta,
aria piena del barlume di un lume fioco in distanza
e di lucciole sfuggenti con cui la notte si ammanta.

E si ammanta di fantasmi o di un ricordo lontano,
mentre al buio della notte che mi trascina per mano
cerco i segni delle piante che mi circondano piano.

Piano, all' ombra della notte, mi sembri fatta di fumo,
sento appena il tuo calore ed il tuo strano profumo
con l' odore del tuo corpo e in questo io mi consumo.

Ma dal monte all' improvviso spunta la bianca luna
e ogni cosa in un istante schiarisce e non è più bruna:
questa luna esagerata ci procurerà fortuna.

La fortuna di un amante è un fiore d' esile stelo,
una favola inquietante, fugace e fragile velo,
il respiro di un istante che scomparirà nel cielo.

Cielo e luce all' infinito come se fosse di giorno,
mondo magico fiorito che mi risplende d' intorno,
io ti sfoglio con le dita e indovino il tuo contorno.

Il contorno del tuo corpo ora si è fatto reale,
è qualcosa bianco e vero, bello da far quasi male
e si insinua in un pensiero che all' improvviso m' assale:

contro il cielo trasformato sorride un' altra luna,
ma io so quale è la vera, l' altra non è più nessuna:
questa nuova luna piena mi procurerà fortuna...

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