Le Multinazionali più cattive del mondo

 

(dati provenienti dall'associazione commercio equo e solidale

 

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Multinazionali ufficialmente Boicottate :

McDonald's - Ristorazione

I dipendenti sono sotto pagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L'intera "politica pubblicitaria" della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets). E, ovviamente, quando il bambino insiste perché vuole andare da McDonald's, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger. La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d'anni. La McDonald's è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi  milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.  Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.  

Nestlé - Alimentari 

La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l'azienda controlla più del 90% del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlé incoraggia e pubblicizza l'alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull'opportunità dell'allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o "dimenticando" di riscuotere i pagamenti. Oltre a questo la Nestlé è considerata una delle multinazionali più  potenti e più pericolose del mondo. E' criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l'utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine. Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue  piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).  Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlé:  
Acque minerali e Bevande: 
Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora, Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè,  Chinò,Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino, Sanbitter.
Dolci, gelati, merendine: 
Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1,Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del Corso
Cacao, caffè e derivati: 
Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.  
Carne e pesce: 
Vismara, Mare fresco, Surgela,  
Frutta e Verdure (anche sottolio e sottaceto): 
Condipasta, Condiriso,  Berni, la Valle degli Orti
Latticini e yogurt: 
Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.  
Olio e derivati: 
Sasso, Sassonaise, Maggi,  
Latte in polvere: 
Guigoz, Mio, Nidina, Nestum.  

Philip Morris - Sigarette e alimentari 

E' la maggior industria del tabacco del mondo. Si stima che solo le  Marlboro uccidano più di 75mila americani all'anno. In america è famosa per essere una delle maggiori finanziatrici di politici che intraprendono battaglie  per l'abolizione dei limiti e divieti di fumo. Fino al 1998 finanziava gli scienziati perché effettuassero studi da cui risultava che il fumo passivo non era nocivo. Solo nel 1999 ha ammesso che il fumo fa male. Nel 1997 ha accettato, insieme ad altre multinazionale del tabacco di pagare 206  milioni di dollari (in 25 anni) per risarcire lo stato delle spese sostenute per curare i malati "di fumo". La Kraft è stata segnalata perché usa organismi geneticamente modificati  nei  suoi prodotti. 
La Philip Morris controlla i marchi
Kraft, Fattorie Osella, Mozary, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Linderberg, Lunchables, Maman Louise, Jacobs caffè, Hag, Simmenthal, Spuntì, Lila Pause, Milka Tender, Terry's, Caramba, Faemino, Splendid, Cote d'Or, Baika, Dover, Gim, Philadelphia, Sottilette, Susanna, Leggereste, Mato-Mato.


Unilever - Alimentare e chimica  

Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti. E' boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).E' coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato.Utilizza massicce quantità  di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di  potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si  rifornisce. Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l'esistenza di squadre armate all'interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali  sono represse talvolta con la forza.  
La Unilever controlla i marchi: 
Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto,  Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d'Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive
la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d'oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell'uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim,  Dimension, Durban's, Mentadent, Pepsodent, Rexona, Chiquita - Alimentari  

Procter & Gamble - Detersivi - Cosmesi e Alimentari  

Questa multinazionale statunitense (fatturato annuale 76mila miliardi di  > lire) ufficialmente è boicottata dalle associazioni animaliste (Buav, Peta  e Uncaged) perché testa i suoi prodotti sugli animali. Ultimamente però la Procter & G è tornata alla ribalta con le patatine Pringles. Contengono organismi geneticamente modificati. Per quanto riguarda l'ambiente, nonostante le politiche di riduzione degli imballaggi e dei componenti inquinanti, l'azienda rimane una delle  maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. In America sono il 2% della spazzatura totale del paese. E' nota anche per appoggiare associazioni "ambientaliste" che difendono le politiche delle aziende e delle grandi industrie. Nel 1997 aveva messo a punto un prodotto di sintesi, battezzato Olestra,  da utilizzarsi come sostituto dell'olio. Dopo lunghe pressioni sulla Food and Drug Administrator il prodotto era stato autorizzato all'impiego. E' stato accertato che provoca diarrea e impedisce l'assorbimento di vitamine liposubili.
La P&G controlla i marchi:
Intervallo, Lines, Tampax, Bounty (carta assorbente), Tempo, Senz'acqua Lines, Dignity, Linidor, Pampers, Lenor, Ariel, Bolt, Dash, Tide, Nelsen, Ace, Ace Gentile, Baleno, Febreze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic&Span, Tuono, Viakal, Pringles, Infasil, Heald&Shoulders, Keramine H, Oil of Olaz, AZ, Topexan, Infasil, Dove,  Panni Swiffer 

Novartis - Chimica e Alimentari

Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie.  Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.  
Distribuisce con i marchi:
Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo  Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva) 

Esso (Exxon Mobil)

I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l'industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l'abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Multinazionali non ufficialmente boicottate, ma da cui è meglio stare alla larga

Monsanto - Agrochimica gruppo Pharmacia  

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche. E' il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del  mercato mondiale. E' una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto). Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l'erbicida Roundup un prodotto "biodegradabile ed ecologico".  Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all'effetto serra) fra i gas da ridurre. Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie. Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali. In Gran Bretagna è stata al centro dell'attenzione perché stipulava contratti denominati "a zero-ore". I dipendenti non venivano pagati quando ad esempio il negozio era vuoto e quindi non stavano facendo niente.
Controlla i marchi:
Mivida Misura, Burger King 
  

Kodak 

Nel 1990 è stata condannata a pagare una multa di 2 milioni di dollari per essere una delle 10 maggiori produttrici di sostanze inquinanti e cancerogene (è il maggior "emettitore" di metilene cloride degli USA). 

Mitsubishi  

E' coinvolta nell'importazione illegale di legname in Giappone. Sarebbe legata anche al commercio di armi e all'industria nucleare.  

Coca Cola  

Recentemente alcune associazioni di difesa dei lavoratori colombiani hanno deciso di intentare una causa contro la Coca cola per l'omicidio di alcuni sindacalisti. Secondo i portavoce delle associazioni la multinazionale usa vere e proprie squadre della morte per "minacciare" i dirigenti sindacali che intraprendono battaglie per i diritti dei lavoratori. Nei primi sei  mesi del 2001 sarebbero stati uccisi 50 dirigenti sindacali, 128 lo scorso  anno, più di 1500 negli ultimi dieci anni.  

Pepsi Cola  

Al centro della campagna contro la Pepsi il fatto che la multinazionale appoggia e sostiene paesi con regimi dittatoriali (Birmania, Messico, Filippine). La Pepsico utilizza inoltre animali nei suoi studi ed esperimenti.

Shell  

E' accusata di aver ucciso 80 persone e distrutto più di 500 abitazioni durante una manifestazione di protesta in Nigeria nel 1990. Nel gennaio 1993 ha represso con la forza una seconda manifestazione organizzata dagli Ogoni. La repressione fu violentissima: 27 villaggi completamente distrutti, 2mila morti. La multinazionale nega ogni coinvolgimento in queste repressioni violente.  

Sun Diamond  

E' un consorzio di cooperative statunitensi. In Italia distribuisce con il marchio Noberasco. Secondo la sezione sindacale americana Teamstars Local Union usa pesticidi pericolosi. E' stata accusata di licenziare gli scioperanti e dare salari molto bassi.Nel 1985, in un momento di difficoltà finanziaria, la multinazionale ottenne dai lavoratori un'autoriduzione dei salari del 30-40% e un maggior sforzo lavorativo. Nel giro di poco tempo l'azienda recuperò e i profitti aumentarono del 40%. Nel 1991 i lavoratori chiesero di far tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la richiesta, la Sun Diamond licenziò i 500 dipendenti in sciopero rimpiazzandoli con nuovi braccianti.  Controlla i marchi: Diamond, Sunsweet  

Walt Disney

Ad Haiti possiede una delle maggiori industrie del mondo di abbigliamento. Migliaia di lavoratori poco più che quindicenni, pagati 450 lire all'ora.  Lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno. Il rumore all'interno degli stabilimenti è assordante, non si può andare in bagno più di due volte al giorno e la pausa pranzo dura 10 minuti. Si calcola che per guadagnare la cifra che l'amministratore delegato della Disney guadagna in un ora, un'operaia haitiana dovrebbe lavorare 101 anni, per 10 ore tutti i giorni!  

Totalfina-Elf  

Appoggia il regime oppressivo in Birmania. Recentemente è stata al centro del disastro naturale causato dall'affondamento della piattaforma  petrolifera Erika.  

Industrie farmaceutiche

Molte sono le multinazionali farmaceutiche boicottate perché sfruttano gli animali negli esperimenti. Fra i nomi importanti: Bayer, Henkel, Johnson & Johnson, L'Oreal, Colgate-Palmolive, Reckitt Banck e Johnson Wax. Nel caso della Bayer citiamo poi il caso Lipobay. 52 persone decedute. Recentemente è stata inoltre aperta un'inchiesta contro la Glaxo per un farmaco antidepressivo, lo Seroxat. 

Segnaliamo invece come buona notizia la concessione della Roche al governo brasiliano di ridurre del 40% il prezzo di un farmaco anti-aids. 

Danone  

Per aumentare gli utili dell'anno 2000 la Danone, uno dei maggiori produttori e distributori di acque minerali del mondo, decise di  licenziare 1800 persone. A Calais 500 famiglie si unirono in una campagna di boicottaggio. Grazie all'intervento di alcune associazioni per la tutela  dei consumatori la campagna ha superato le Alpi arrivando anche in Italia  (dove la Danone distribuisce con i marchi Saiwa, Galbani e Ferrarelle). 

Benetton  

In Patagonia tutte le terre di Rio Negro sono di proprietà Benetton. Le molte popolazioni tribali che le abitavano sono state segregate in piccole strisce di terra e vengono utilizzati come manodopera. Sotto pagati (200 dollari al mese), ritmi di lavoro estenuanti (10-12 ore), nessuna  assistenza medica, nessuna possibilità di riunirsi in sindacati. In estate, alle popolazioni locali è vietato attingere dai fiumi (in alcuni tratti per impedire l'accesso utilizzano il filo spinato e la corrente elettrica),  per molti unica risorsa di vita.  

Del Monte

Ufficialmente la campagna di boicottaggio della Del Monte è finita, con ottimi risultati. Il vecchio direttore delle piantagioni in Kenya è stato licenziato e la multinazionale ha firmato una serie di accordi che prevedono la regolarizzazione delle assunzioni, l'aumento dei salari  minimi in modo da coprire i bisogni fondamentali per tutta la famiglia, la garanzia della libertà e delle attività sindacali, la salvaguardia della salute dei lavoratori e la difesa dell'ambiente. L'azienda si è inoltre impegnata in  un progetto di monitoraggio e controllo da parte delle associazioni  sindacali  e del Comitato nazionale di solidarietà.  

Banche  

Istituti di credito italiani e esteri coinvolti nell'esportazione legale  di armi (anni 1998/2000) prevalentemente destinate a paesi poveri o già in  guerra:

  • Banca Carige  
  • Banca Commerciale Italiana 
  • Banca d'America e d'Italia 
  • Banca di Roma 
  • Banca Nazionale Agricoltura 
  • Banca Nazionale Lavoro 
  • Banca Pop.Bg-Cr. Varesino 
  • Banca Popolare di Brescia  
  • Banca Popolare di Intra 
  • Banca Popolare Lodi  
  • Ubae Arab Italian Bank
  • Credito Italiano 
  • Istituto San Paolo di Torino
  • Banco di Napoli
  • Cassa di Risparmio di La Spezia
  • Monte dei Paschi di Siena 
  • Banca Nazionale dell'Agricoltura
  • Banco Abrosiano Veneto 
  • Banca Toscana
  • Banca Popolare di Brescia 
  • Banco do Brasil
  • Cariplo
  • Credit Agricole Indosuez
  • Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino
  • Banca Popolare di Novara 
  • Banca San Paolo di Brescia
  • Cassa di Risparmio di Firenze 
  • Banca Carige
  • Barclays Bank
  • Unione Banche Svizzere
  • Banco di Chiavari e della Riviera Ligure
  • Banca Popolare di Intra
  • Credito Agrario Bresciano
  • Banca Popolare di Lodi
  • Credito Emiliano

 ELABORAZIONE DATI:
OS.C.AR. Report (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana)  >

Le multinazionali che si sono arrese 

Nike (scarpe e abbigliamento sportivo)  

Nell'Aprile del 1998 la multinazionale si arrese. L'annuncio è stato dato dal gran capo in persona, Phil Knight, fondatore, primo azionista e amministratore delegato del gruppo. A condizione che la campagna di boicottaggio finisca, Nike ha accettato di alzare da 14 a 18 anni l'età minima dei lavoratori nelle fabbriche di calzature e di portare a 16 l'età minima di tutti gli altri lavoratori inpiegati nella produzione di abbigliamento, accessori e attrezzature. In 12 fabbriche indonesiane è scattato un aumento del 37% della  retribuzione di tutti i lavoratori che percepivano il salario minimo (28 mila persone).  L'azienda si è inoltre impegnata a bonificare tutte le sue fabbriche e a  rispettare i livelli di sicurezza imposti dalla legge. Inoltre aumenterà  il sostegno all'attuale programma di micro-finanziamento, che già coinvolge mille famiglie in Vietnam, estendendolo anche all'Indonesia, al Pakistan e alla Thailandia. In tutti gli stabilimenti asiatici il gruppo, che ha il quartier generale a Beaverton, nell'Oregon, amplierà i programmi di istruzione, offrendo ai dipendenti corsi per ottenere un diploma equivalente a quello delle scuole medie e superiori.Dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Washington, in cui la Nike annunciava la resa, le sue azioni in borsa sono salite di due dollari.  

Reebok

Sempre nel 1998 anche la Reebok ammise, facendo un'indagine interna, che nelle sue fabbriche in Indonesia gli operai lavorano in condizioni di pericolo, a volte per più di dodici ore al giorno. E per l'equivalente di 85mila lire al mese. L'autodenuncia fu un passo importante e da quel giorno le cose sono molto migliorate. I dipendenti hanno libertà di organizzazione sindacale, gli stipendi sono stati adeguati ai minimi di legge e i limiti di sicurezza vengono rispettati.Rimane però da chiedersi cosa succeda in Cina, dove la multinazionale ha il 50% della sua produzione e dove questa indagine interna non arrivò...

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